venerdì 27 febbraio 2015

PSYCO-NSUM


Un'altra menzogna che ciclicamente si ripete nel panorama dell'informazione italiana è quella che i cittadini stanno bene economicamente ma che decidono di non consumare perché terrorizzati dalle notizie catastrofiste che i media riversano nei loro occhi ed orecchie. Questa bufala è facilmente smentibile con un semplice ragionamento. Se, per ipotesi, il signor Rossi lavora ed incassa 1000 euro al mese e decide di non usare nulla di quanto percepito (è impossibile ma proviamo ad immaginare il contrario) egli comunque produce movimenti economici che vanno ad incidere sul PIL. Infatti, la banca presso la quale sono custoditi questi denari investe i soldi e li utilizza per fare affari. Se la scelta del signor Rossi è quella di ritirare tutto il contante e di nasconderlo sotto il materasso produce comunque degli effetti. Egli si dovrà dotare di una cassaforte (che andrà acquistata) o di antifurto elettronico (che andrà acquistato, installato e alimentato) o fisico (gli animali usati per questo devono pur mangiare). Dunque, la drastica e continua riduzione dei consumi non è causata da fattori psicologici (almeno non del tutto) ma (anche e soprattutto) da mancanza di denaro. La ferrea logica dice che non puoi spendere il denaro che non hai. Le riforme sul mercato del lavoro (quest'ultimo è il vero serbatoio per valutare il livello dei consumi) non hanno introdotto significative novità. Il consumatore italiano ha sempre meno risparmi e più debiti, meno stabilità lavorativa e più precarietà, stipendi più bassi e incerti. E' folle pretendere che il PIL si rialzi con soldi che non vanno in tasca alla grande massa dei cittadini ma solo (forse) ai soliti noti che i soldi li portano all'estero e sempre più lontano dall'Europa (le isole Cayman ringraziano). Se in questi mesi ci sarà un aumento di posti di lavoro (ne dubito ma mettiamo il caso che questo fatto succeda) ciò sarà dovuto alla congiuntura petrolifera favorevole (con la benzina alla pompa a 2 euro il litro vorrei vedere chi sarebbe in grado di assumere). Considerando anche il fatto che la riforma del Lavoro (il Job Act) è stata fatta dal Pd ma era parte del Programma del Pdl da 15 anni e che le dichiarazioni sulla buona salute dell'economia italiana sono state fatte da entrambi i rivali politici ritengo che i costi di questa scelleratezza debba ricadere su tutti loro.

Nessun commento:

Posta un commento