mercoledì 1 ottobre 2014

E-money


La moneta elettronica o l'uso istituzionalizzato (e obbligatorio) delle carte di credito non mi trova tra i suoi accaniti sostenitori. Coloro che stanno cercando di sostituire questo strumento alla moneta cartacea di nuovo conio sostengono che (come negli USA) questo sistema riduce moltissimo l'evasione fiscale. In nome di quest'ultima, piaga che fa inorridire tutta la politica, a larghe intese, verranno prese delle misure che sanno parecchio di Grande Fratello (quello del 1984 di Orwell, intendo). Lo Stato diventerà il Giudice dei nostri risparmi, potrà decidere se abbiamo dei fondi disponibili, preleverà forzosamente quello che vuole nel nome del bisogno nazionale, deciderà le priorità di spesa e, insomma, disporrà dei nostri risparmi in virtù di una Patria potestà che, ne sono convinto, un popolo stanco non ha più voglia di dargli. Il rapporto tra Stato e cittadino è quello tra persone che danno vita ad una attività economica. Il patto d'onore tra gentiluomini è quello che, in cambio di alcuni servizi, il cittadino affida allo Stato alcuni compiti barattandoli in cambio di soldi. A regolare questo accordo c'è un contratto. Si chiama Costituzione. Oggi sappiamo che questo contratto può venire modificato facilmente ed unilateralmente (a scapito del cittadino, natural- mente). Ritorniamo al sistema delle carte di credito. Se viene tolto alla banca d'Italia il costo del conio delle monete, perché le operazioni del cosiddetto POS vengono ad incidere sul prezzo finale erodendo il guadagno? Cercherò di essere più chiaro. Facciamo l'esempio di un commerciante che alla cassa deve vedersi corrispondere 10 euro. Se accetta moneta contante come pagamento i soldi incassati saranno netti. Viceversa, se vorrà utilizzare il POS, e quindi il pagamento elettronico, il suo guadagno sarà inferiore in quanto saranno decurtate le commissioni bancarie. La Banca d'Italia risparmia denaro ma il costo viene addebitato al commerciante. Presto o tardi, credetemi, se la situazione diventerà insostenibile, questi oneri saranno spostati a carico del consumatore finale. Chi guadagnerà sempre da questa operazione sarà lo Stato, la Banca d'Italia, la Banca correntista. Esattamente le figure che, in questi decenni, sono ritenute le maggiori responsabili del debito pubblico. Ribadisco, sono contrario alla moneta elettronica perché la Storia recente ha dimostrato senza ombra di dubbio che ognuno di noi è capace di disporre ragionevolmente del proprio risparmio meglio di quanto sappiano fare le Istituzioni. Se si vuol veramente e concretamente lottare contro l'evasione fiscale allora si contrastino gli affari illeciti della Mafia e si accorpi all'IVA (che dovrà essere detraibile per qualunque cittadino indipendentemente dal lavoro che fa) tutta la miriade di tasse, imposte, balzelli, spese (che oggi sono frammentate e spesso poco chiare). Uno Stato che sta annegando nei debiti e che non è capace di debellare (o anche solo contrastare) la corruzione al suo interno non può essere nominato amministratore del risparmio di alcuno.