lunedì 16 giugno 2014

Il postribolo degli Dèi


Il PD ha vinto le elezioni europee. Unico caso nel vecchio continente, un Partito di Governo ed europeista ha stravinto il confronto elettorale con i propri competitor. Renzi ha saputo rassicurare l'elettorato italiano più di quanto abbiano scelto di fare i propri avversari. Il PDL si è frantumato in una federazione di satelliti che, mancando il grande aggregatore, ha fatto sentire il centrodestra più in lotta contro se stesso che contro i suoi storici rivali. Il M5S ha mostrato sì di avere uno zoccolo duro ma ha fallito clamorosamente la “guerra” comunicativa con Renzi. Il “vinciamonoi” è diventato “hannovintoloro”. Il NCD, la lista Tsipras, hanno superato di poco la soglia di sbarramento ma mentre per i primi il risultato elettorale rappresenta una cocente sconfitta per le ambizioni di questo Partito di Governo, i secondi possono salutare con soddisfazione il loro esordio. L'astensione dalle urne è senza tema di smentita l'aggregazione più numerosa anche in queste elezioni. I sondaggi sono stati stravolti e i problemi pre-elettorali sono rimasti. Terminate le elezioni, allo scandalo dell'EXPO si è aggiunto quello del MOSE. Dei 5 MILIARDI di euro spesi per l'opera ben UNO (il 20%) è servito a foraggiare alcuni politici, imprenditori, professionisti. Le inchieste della Magistratura sono ancora in corso e il condizionale è d'obbligo ma appare difficile che questa cifra possa scendere di molto. Anzi... Tuttavia, a distanza di poche settimane dal responso delle urne, nonostante i gravi e durevoli problemi economici ed occupazionali che incombono sui cittadini, la nostra attuale classe politica dirigente sembra più impegnata ad occuparsi della riforma della democrazia e della Costituzione. Dopotutto, c'è il Job Act e quindi i danni della riforma Fornero sono sistemati... Il bonus di 80 euro al mese hanno sistemato le tasche degli italiani e rafforzato la posizione e la stabilità del Premier che ora gode di una “forza” politica che non si vedeva dai tempi del 37% di Berlusconi nel 2008 quand'era contrapposto a Veltroni. La situazione economica del Paese non pare migliorata e le Leggi ed il “positivismo” del Premier non sembrano ancora dare i suoi frutti. Si dirà che siamo in un periodo troppo vicino alle ferie perché mostri qualcosa ma l'impressione che si ha è che se l'elettroshock non sarà immediato ed efficace il nostro Paese uscirà dall'Europa non per volontà propria ma per quella della Merkel. Sì, perché il cancelliere tedesco ha recentemente presentato il suo “Job act”. Se si resta senza lavoro per sei mesi scatta un provvedimento di espulsione dal Paese. Chi può dire se la Merkel non deciderà di fare altrettanto con quelle nazioni che non rispettano i parametri dettati da quel Postribolo degli Dèi che sta diventando l'Unione chiedendone la fuoriuscita?

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