martedì 13 maggio 2014

L’arte non è un hobby ma una sofferta scelta di vita


Basta con i troppi poeti e pittori… della domenica!
Molto interessante il dibattito avvenuto a Torino, in uno spazio privato, tra artisti AUTENTICI (scrittori e pittori che si dedicano all’arte tutti i giorni, per tutta la vita, pagando di persona per le loro scelte artistiche) e artisti della DOMENICA (cioè, coloro che prima lavorano e mettono su famiglia, poi se ne vanno in pensione e si scoprono all’improvviso pittori, poeti e quant’altro). La discussione, molto accalorata tanto da finire agli insulti, è stata necessaria, perché è ora di finirla con gli “artisti della domenica”, imbrattatele e imbrattacarte che inondano il mercato di quadri e di libri, avendo alle spalle una bella pensione che permette loro di “pagare” per pubblicare le loro opere. L’Arte NON è un hobby e non ci si dedica ad essa nel tempo libero! L’artista è un artista sempre, che fa una ben precisa scelta di vita, che per vivere deve vendere le sue opere (pittoriche o letterarie che siano), e non mettersi il culo al caldo con un bello stipendio o una lauta pensione, per poi dedicarsi “all’Arte” avendo le spalle protette e, magari, persino dopo essere diventato non solo padre (o madre) ma anche nonno (o nonna). Se si è veri artisti, autentici scrittori o pittori, si deve vivere come Van Gogh, come Jack Kerouac, come Caravaggio o come Baudelaire, pronti a “pagare di persona” per le proprie scelte artistiche, magari non riuscendo neppure a mettere insieme il pranzo con la cena perché…non si è riusciti a vendere i propri quadri o i propri libri! Ci sono persone che, andate in pensione, si mettono a dipingere o a scrivere poesie, e dopo un solo anno di produzioni stiracchiate ed insulse, eccoli lì a pubblicare monografie d’arte o libercoli di poesie! Questa NON è vera arte, ma solo mera “libertà espressiva”. La VERA arte è un’altra e ci si dedica ad essa tutto il giorno e tutti i giorni, e magari si fa la fame, perché non riescono a vendere le proprie opere. Il vero artista, spesso guadagna poco, a volte non ha soldi per pagare le bollette o mettere benzina nell’auto, ma non demorde e va avanti lo stesso, continua a produrre arte vera e non fa il “pittore” o il “poeta” della domenica (cioè, quelli che si “dedicano” all’Arte dopo essere andati in pensione e aver fatto crescere la famiglia). Troppo comodo, troppo facile, troppo piccolo-borghese, è stato ribadito con veemenza in tale discussione, che però, alla fine, è risultata essere una discussione tra sordi. In ogni caso, chi ha orecchie per intendere, intenda! E chi non è un vero artista, ma ha solo la vanità meschina di vedere il proprio nome stampato su un catalogo d’arte o in un libriccino di poesie, la smetta una buona volta di intasare il mercato e lasci che a dedicarsi all’ARTE siano solo coloro che ne fanno una piena, concreta ed intransigente…scelta di vita! Postremo Vate

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