mercoledì 14 maggio 2014

Bufale? No grazie, soprattutto quelle dei giornali delle Lobbies! La voce non scientifica di chi tenta di “smontare” l’esistenza delle Scie Chimiche


Di Provocator A.C.
Cari lettori, è con grande soddisfazione che vi scrivo questo articolo, dal momento che da tempo aspettavo questo momento. Quale? Quello in cui qualche giornale nazionale, al soldo non della vera e libera informazione, bensì di nascosti interessi di lobbies e di gruppi oligarchici, avrebbe scritto contro l’esistenza delle scie chimiche. Il momento è giunto quando nel supplemento “Tuttogreen” e soprattutto, il 21 settembre 2013 (addirittura in prima pagina e poi nell’interno), La Stampa di Torino ha – diciamo così - affrontato questa annosa questione. E come l’ha affrontata? Con studi e risultati di serie analisi chimico-fisiche delle sostanze rilasciate dagli aerei “beccati” a irrorare “simpatici” aerosol nei nostri cieli tersi? NO!!!! Magari filmando in molti momenti delle giornate, di diverse settimane, bianche e dense scie rilasciate da aerei senza alcun particolare contrassegno su carlinga o fusoliera, facendo notare che non si trattava assolutamente di aerei di linea, in quanto in giorni uguali di diverse settimane tali aerei non avevano nessuna periodicità o nessun preciso passaggio negli stessi orari?? NO! Andando a intervistare responsabili di diversi aeroporti italiani per evidenziare che nella pianificazione dei voli quotidiani di diversi di questi, esistono momenti (Slots) dedicati alla partenza di un numero significativo di aerei senza pilota (i cosiddetti “droni” o “unmanned aircraft”), deputati ad attività, per così dire, ambigue ??? NEMMENO!!! Allora spiegando in maniera tecnica, ma ineccepibile, come si formano le scie chimiche in funzione di parametri quali l’altitudine, la temperatura, la pressione atmosferica??? NEANCHE UN PO’!!! Ma allora…..??? Nulla di tutto ciò è stato detto - neanche lontanamente- da una saputella giornalista freelance, facente parte – tra l’altro – di un “Ordine Mondiale” (fate caso a che tipo di ordine…) dei giornalisti scientifici. L’autrice dell’articolo o chi per lei ha scelto il sottotitolo, inoltre, ha pensato bene di definirsi come chi “smonta scientificamente una teoria…”. Bella presunzione, in quanto in tale articolo non esiste pressoché nessuna affermazione scientifica per smontare una qualsiasi teoria. La scienza è ben altro e si basa su ricerche che producono dati, su esperimenti riproducibili, su ipotesi che vanno provate con dati oggettivi: non su affermazioni, come quella mielosa, che i cieli non sono più come quelli che vedevamo da bambini, in quanto il traffico aereo è molto aumentato (considerazione per altro non esatta, in quanto è diminuito negli anni più recenti). I dati che rafforzano la teoria delle scie chimiche e che smontano questi “acclamati” autori scientifici che scrivono su giornali nazionali, “eppur ci sono” (come quello della presenza accresciuta di sostanze metalliche nell’aria in corrispondenza di scie) e allora come la mettiamo? Io che non sono un giornalista iscritto ad albi/ordini di scienziati, ma che sono di formazione e di laurea tecnico-scientifica, prima di rigorose ricerche e prove, non mi sarei permesso di scrivere un articolo del genere. Ma chi l’ha commissionato alla simpatica freelance, forse si sta preoccupando… Forse che la gente sta iniziando a porsi troppe domande sui nostri offuscati cieli “occidentali” con droni “made in USA” ? Meglio ricordarsi che abbiamo perso l’ultima guerra mondiale e che siamo territorio di prove ed esperimenti nei cieli… Andate a rileggervi i miei due precedenti articoli usciti in precedenti numeri della Gazzetta di Hogwords, così vi potrete rinfrescarvi le idee.. E per concludere, riprendendo l’altro simpatico articolo riportato sempre dal numero de La Stampa sopra citata a proposito delle scie chimiche, il cui titolo è “Perché siamo disposti a credere a tutto?” mi permetto di correggerlo in questo modo “Perché siamo disposti a credere a tutti questi giornalisti?” Riflettete gente, riflettete… e se potete andate a cercarvi sul web e magari su youtube (sempre che non l’abbiano già oscurato) il video “Why in the world they are spraying” del regista Michael Murphy. Alla prossima puntata!

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