domenica 16 marzo 2014

Dal Vangelo secondo Matteo

Egregio neo Presidente del Consiglio vorrei conoscere la sua opinione relativa alla situazione economica attuale. La crisi che sta falcidiando le nostre tasche, menti e uccide i nostri simili, viene accreditata (mi perdoni il gioco di parole) al peso del “debito pubblico”. Ad un numero sempre più vasto di Paesi (come l'Italia, la Grecia, ecc.) viene chiesto di arrestarne la crescita e di affrettarne il rientro. Tale risultato, nella Storia, è stato ottenuto solo con una politica di esportazione aggressiva e di protezionismo nazionale. Entrambe queste opzioni non trovano riscontro nelle politiche economiche dei governi italiani degli ultimi anni. E questo, mi permetta il giudizio, è un nostro problema. Tuttavia, ne esiste anche un altro ben più grave e che ci vede protagonisti solo marginali. Molti storici vedono la Seconda Guerra Mondiale come figlia legittima della cattiva gestione della fine della Prima. I Paesi vincitori del conflitto hanno pensato di risolvere il problema della ricostruzione interna usando lo stesso espediente del dopo guerra franco-prussiana (e cioè il concetto che il suo intero costo dovesse essere addebitato interamente e velocemente allo Stato soccombente). La Germania, però, era uscita stremata dal conflitto e la sua crisi provocò tutti i contraccolpi che portarono all'ascesa della follia collettiva chiamata nazismo. Si può affermare che senza il disastroso humus economico di quegli anni Hitler ed i suoi accoliti avrebbero avuto più difficoltà ad affermarsi nel proprio Paese e nei propositi bellici che tutti conosciamo. La situazione odierna non è quella di un Europa devastata dalla distruzione di un conflitto bellico, tuttavia si possono notare pericolosi segnali che riportano a quei tempi. Anche oggi ci sono Stati “virtuosi” che pretendono dagli altri (meno virtuosi) il pagamento di debiti indipendentemente dalla possibilità di questi ultimi di far fronte a tali impegni. A suo modo di vedere, signor Presidente, esiste una alternativa credibile a cui aggrapparsi per credere che l'Italia avrà un futuro degno della sua Storia illuminata e un po' meno di quella pre/post bellica? La ringrazio.

2 commenti:

  1. In 64 anni di REPUBBLICA di parole i politici ne hanno vomitate a fiumi sul POPOLO.

    Facendo un resoconto delle promesse fatte in 64 anni i conti non tornano
    Il POPOLO confrontando il dare con l’avere si è accorto che è più quello che ha dato .
    Gli unici che hanno beneficiato delle chiacchiere? Politici e le lobby che rappresentano.
    AL Popolo? i danni e/ i ricatti sul costo del lavoro ( quali sono i ricatti?)
    Non intervenendo su i ritardi del rinnovo del contratto di lavoro mentre il costo della vita aumenta
    Con il consenso di chi governa ( sia di destra o di sinistra) i salari si svalutano sempre di più.
    I GOVERNI hanno favorito solo le grosse aziende arrecano danni alla classe Operaia
    Confrontando gli stipendi dei nostri OPERAI con quelli dei PAESI FONDATORI della comunità EUROPEA
    i nostri sono inferiori minimo del 30%
    Chiunque di destra o di sinistra abbia GOVERNATO sene assuma le responsabilità
    Le colpe? Sono di tutta la classe POLITICA .
    Che ha seminato MISERIA per il POPOLO e ricchezza per la loro etnia di SCIACALLI
    Giovani svegliatevi il vostro futuro lo stanno svendendo
    ( ricordi della mia fanciullezza)
    LO SPECCHIO DEL PASSATO RACCONTATO DA UN FIORENTINO SEMI ANALFABETA
    Immagini riflesse in un mondo senza Anima.
    Risa di bambini risvegliano i ricordi di un passato lontano quando dignità e rispetto erano l’unica ricchezza
    i RIONI (anima della città ) dove la vita pulsava sanguigna per strada si giocava con giochi inventati dalla fantasia
    la fanciullezza scorreva felice paga del poco che aveva
    ad’ogni angolo sprizzava la vita le botteghe di artigiani davano risalto al folklore creativo
    i rumori di vita vissuta riempivano il quotidiano di profumi di fanciulli che giocano uniti al brusio delle massaie che si scambiavano notizie su i fatti del giorno appena trascorso
    Le malignità alla prima occasione lasciavano il passo alla solidarietà.
    Oggi Tutto questo non esiste più l’ Anima rionale rivive solo nei ricordi di quei fanciulli oggi vecchi che quando passano di li sentono ancora il bisbiglio dell’ANIMA RIONALE . VITTORIO

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  2. Grazie del suo contributo, sig. Vittorio.

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